Regime forfettario 2027: cosa cambia dal 1° gennaio

Rivisto da Federico Miotti, dottore commercialista

· riletto il · 8 minuti di lettura

Dal 1° gennaio 2027 il regime forfettario cambia indirizzo. Le regole escono dalla legge 190/2014 ed entrano nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117), agli articoli da 232 a 243. La sostanza resta la stessa: imposta sostitutiva del 15%, o del 5% per i primi cinque anni, limite di 85.000 euro di ricavi o compensi, coefficienti di redditività.

Qualcosa però cambia davvero. Il limite per chi ha anche uno stipendio o una pensione torna a 30.000 euro, sparisce l'anno di sconto sui controlli e la legge di bilancio 2027, ora in Parlamento, propone di alzare la soglia a 100.000 euro. Qui separiamo quello che è già legge da quello che è solo una proposta. La guida è aggiornata al 6 novembre 2026: la rivedremo quando la legge di bilancio sarà approvata.

Le novità in una tabella

RegolaRegime 2026Regime 2027, legge in vigoreRegime 2027, se passa la legge di bilancio
Dove sono le regolelegge 190/2014, art. 1, commi 54-89D.Lgs. 117/2026, artt. 232-243D.Lgs. 117/2026, artt. 232-243
Ricavi o compensi dell'anno prima, per entrare o restarefino a 85.000 eurofino a 85.000 eurofino a 100.000 euro per le imposte sui redditi, fino a 85.000 euro per l'IVA
Uscita nello stesso annooltre 100.000 eurooltre 100.000 eurooltre 115.000 euro per le imposte sui redditi, oltre 100.000 euro per l'IVA
Stipendio o pensione dell'anno primafino a 35.000 eurofino a 30.000 eurofino a 35.000 euro
Imposta sostitutiva15%, o 5% per i primi cinque anniugualeuguale
Contributi INPS di artigiani e commerciantiriduzione del 35%, su domandaugualeuguale

Il nuovo testo unico: cambiano i numeri degli articoli

Il D.Lgs. 117/2026 è uscito nella Gazzetta Ufficiale del 3 luglio 2026 e si applica dal 1° gennaio 2027 (art. 377). Da quella data i commi 54-89 dell'articolo 1 della legge 190/2014 sono abrogati (art. 376) e il forfettario si trova nel capo XXI del testo unico. Le regole sono state riscritte quasi parola per parola: cambia soprattutto dove cercarle.

RegolaFino al 2026 (legge 190/2014, art. 1)Dal 2027 (D.Lgs. 117/2026)
Requisiti: 85.000 euro di ricavi, 20.000 euro di spese per il personalecommi 54-56art. 232
Chi non può applicarlo, compreso il limite per stipendi e pensionicomma 57art. 233
IVA: niente rivalsa, fatture senza impostacommi 58-63art. 234
Reddito, coefficienti, imposta del 15% o del 5%, niente ritenutacommi 64-68art. 235
Quando si esce dal regimecommi 71-72art. 238
Controlli e sanzionicommi 74-75art. 240
Contributi INPS ridotti del 35%commi 76-84art. 241

Per l'IVA succede lo stesso: dal 2027 il decreto IVA del 1972 lascia il posto al testo unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10). La franchigia dei forfettari è all'articolo 157; quella per chi lavora anche in altri Paesi dell'Unione europea agli articoli da 158 a 167.

Cosa scrivere in fattura dal 2027

La fattura del forfettario resta quella di sempre: niente IVA, natura N2.2, regime fiscale RF19, bollo da 2 euro quando l'importo supera 77,47 euro. I dettagli sono nella guida alla fattura elettronica dei forfettari e in quella sul bollo.

Cambia il riferimento di legge che si scrive in fattura. La frase più usata oggi è «operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, della legge 190/2014», e dal 1° gennaio 2027 quei commi sono abrogati. Non c'è una formula imposta parola per parola e il vecchio richiamo non cambia il regime che applichi, ma rimanda a una norma che non esiste più. Per le fatture datate dal 2027 conviene citare le norme nuove, per esempio:

Operazione senza applicazione dell'IVA, effettuata in regime forfettario ai sensi degli artt. 232-243 del D.Lgs. 117/2026 e dell'art. 157 del D.Lgs. 10/2026. Importo non soggetto a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 235, comma 4, del D.Lgs. 117/2026.

La seconda frase serve a chi fattura a un sostituto d'imposta, perché non trattenga la ritenuta. È la frase che Fatturah scrive da sola sulle fatture datate dal 1° gennaio 2027. Al 6 novembre 2026 l'Agenzia delle Entrate non ha ancora indicato una formula: se lo farà, aggiorneremo l'esempio.

Stipendio o pensione: il limite torna a 30.000 euro

Non può applicare il forfettario chi nell'anno precedente ha avuto redditi da lavoro dipendente o assimilati, pensioni comprese, oltre una certa soglia. La soglia non conta se il rapporto di lavoro è finito (art. 233, comma 1, lettera f, del testo unico).

Per il 2025 e il 2026 la soglia era 35.000 euro (legge 207/2024, art. 1, comma 12, esteso al 2026 dalla legge di bilancio 2026). Il testo unico la riporta a 30.000 euro: per restare forfettario nel 2027 conta quanto hai preso come dipendente o pensionato nel 2026.

La legge di bilancio 2027 propone di alzarla di nuovo a 35.000 euro «per l'anno 2027» (art. 9, comma 3, del disegno di legge). Finché non è approvata, vale la regola in vigore.

Un esempio. Giulia lavora part-time come dipendente e ha anche una partita IVA forfettaria. Nel 2026 prende 33.000 euro di stipendio e il lavoro continua nel 2027. Con la legge di oggi, dal 1° gennaio 2027 non può più restare nel forfettario. Se la legge di bilancio passa così com'è, invece, può restarci.

Controlli: sparisce l'anno di sconto

Fino ai redditi del 2025, chi emetteva solo fatture elettroniche aveva un anno in meno di possibili controlli: l'Agenzia delle Entrate poteva notificare un accertamento entro il 31 dicembre del quarto anno dopo la dichiarazione, invece che del quinto. Il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148 (art. 21) ha tolto questa riduzione a partire dai redditi del 2026.

In pratica, per il 2026, con la dichiarazione presentata nel 2027, i controlli sono possibili fino al 31 dicembre 2032 e non più fino al 31 dicembre 2031. Conviene tenere fatture e ricevute almeno fino a quella data.

La proposta: soglia a 100.000 euro, ma solo per le imposte sui redditi

Il disegno di legge di bilancio 2027 è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 e ora è in Parlamento, che deve approvarlo entro il 31 dicembre. Sul forfettario l'articolo 9 propone tre cose:

  • il limite di ricavi o compensi dell'anno precedente sale da 85.000 a 100.000 euro per le imposte sui redditi e le addizionali; per l'IVA resta 85.000 euro;
  • si esce dal regime nello stesso anno oltre 115.000 euro per le imposte sui redditi e oltre 100.000 euro per l'IVA;
  • il limite per stipendi e pensioni sale a 35.000 euro per il 2027.

Il doppio limite è la parte da capire bene. Secondo la relazione al disegno di legge, chi nel 2026 incassa tra 85.000 e 100.000 euro può restare forfettario per le imposte sui redditi e per i contributi, ma deve applicare l'IVA in fattura. Il Governo ha spiegato che per l'IVA la soglia resta a 85.000 euro in attesa dell'autorizzazione dell'Unione europea.

Un esempio. Marco è consulente e nel 2026 incassa 92.000 euro. Con la legge di oggi, dal 2027 passa al regime ordinario. Se la proposta passa, nel 2027 continua a pagare il 15% sul reddito calcolato con il coefficiente, ma fattura con l'IVA, con gli adempimenti IVA che ne seguono.

Durante l'esame in Parlamento le cifre possono cambiare, e nella legge definitiva gli articoli diventeranno commi con numeri diversi. Come funzionerà in pratica la fascia tra 85.000 e 100.000 euro lo dirà il testo approvato.

Cosa non cambia

  • l'imposta sostitutiva del 15%, o del 5% per i primi cinque anni di una nuova attività, alle stesse condizioni;
  • i coefficienti di redditività, che passano nell'allegato D del testo unico;
  • il limite di 20.000 euro di spese per lavoratori e collaboratori;
  • niente ritenuta d'acconto sui compensi;
  • la fattura elettronica obbligatoria e il bollo da 2 euro sopra i 77,47 euro;
  • la riduzione del 35% dei contributi INPS per artigiani e commercianti, da chiedere entro il 28 febbraio se sei già in attività;
  • il concordato preventivo biennale, che resta chiuso ai forfettari: per loro c'è stata solo la prova del 2024;
  • gli importi delle sanzioni, che dal 2027 sono nel Testo unico delle sanzioni tributarie.

Cosa fare adesso

  1. Hai anche uno stipendio o una pensione? Se nel 2026 superi i 30.000 euro e il rapporto continua, segui la legge di bilancio: senza la soglia a 35.000 euro, dal 2027 esci dal forfettario.
  2. Sei vicino agli 85.000 euro? Con la legge di oggi, se nel 2026 li superi passi al regime ordinario dal 2027. Oltre i 100.000 euro esci già nel 2026 e l'IVA si applica dalla fattura con cui superi il limite.
  3. Aggiorna la frase di legge sulle fatture datate dal 1° gennaio 2027. Se usi Fatturah ci pensa il programma.
  4. Tieni fatture e ricevute almeno fino alla fine dei controlli: per il 2026, fino al 31 dicembre 2032.
  5. Sei artigiano o commerciante? Se vuoi la riduzione dei contributi del 35% e non l'hai ancora chiesta, la domanda all'INPS va fatta entro il 28 febbraio.

Un'ultima cosa, e qui non siamo imparziali: per noi il miglior programma di fatturazione per i forfettari è Fatturah. A detta nostra, naturalmente ;-) Però imposta da sola il regime RF19, la natura N2.2, la frase di legge giusta per la data della fattura e il bollo da 2 euro sopra i 77,47 euro, ed è gratis. Qui vedi come funziona per i forfettari.

Domande frequenti

Il regime forfettario cambia nel 2027?

Le regole di fondo no: imposta del 15% (5% per le nuove attività), limite di 85.000 euro e coefficienti restano gli stessi. Cambia la norma di riferimento: dal 1° gennaio 2027 il forfettario è negli articoli da 232 a 243 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026). Il limite per chi ha uno stipendio o una pensione torna a 30.000 euro, e la legge di bilancio 2027, ancora in discussione, propone di alzare il limite di ricavi a 100.000 euro per le imposte sui redditi.

Qual è il limite di stipendio o pensione per il forfettario nel 2027?

Con la legge in vigore è 30.000 euro, da verificare sui redditi da lavoro dipendente o assimilati del 2026; nel 2025 e nel 2026 era 35.000 euro. Il disegno di legge di bilancio 2027 propone di riportarlo a 35.000 euro per il 2027. Il limite non conta se il rapporto di lavoro è cessato.

La soglia del forfettario sale a 100.000 euro?

Per ora è solo una proposta. Il disegno di legge di bilancio 2027 la alza a 100.000 euro per le imposte sui redditi e lascia 85.000 euro per l'IVA: chi incassa tra 85.000 e 100.000 euro pagherebbe l'imposta sostitutiva ma dovrebbe applicare l'IVA in fattura. La legge va approvata entro il 31 dicembre 2026 e il testo può ancora cambiare.

Cosa scrivo in fattura da forfettario nel 2027?

La fattura resta senza IVA, con natura N2.2, regime fiscale RF19 e bollo da 2 euro sopra 77,47 euro. Cambia il riferimento di legge: dal 2027 i commi 54-89 della legge 190/2014 sono abrogati e il regime è negli articoli da 232 a 243 del D.Lgs. 117/2026, mentre per l'IVA vale l'articolo 157 del D.Lgs. 10/2026. L'Agenzia delle Entrate non ha ancora indicato una formula nuova.

I forfettari possono aderire al concordato preventivo biennale?

No. Per i forfettari il concordato è stato solo una prova per il 2024: dal 2025 la parte a loro dedicata è stata abrogata dal D.Lgs. 81/2025, e dal 2027 il nuovo testo unico degli adempimenti continua a escluderli.

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