Dal 1° gennaio 2027 le sanzioni sulle fatture non si trovano più nel D.Lgs. 471/1997: passano nel Testo unico delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 5 novembre 2024, n. 173), che si applica da quella data dopo il rinvio deciso dal DL 200/2025. Il Testo unico riscrive le regole in un unico decreto e le numera in modo diverso.
La notizia più importante per chi fattura è che gli importi non cambiano: l'articolo 31 del Testo unico riprende le sanzioni in vigore dal 1° settembre 2024, cioè quelle già ridotte dalla riforma del D.Lgs. 87/2024. Qui trovi dove sono finite le regole, quanto si paga e come funziona il ravvedimento.
Cosa cambia dal 1° gennaio 2027
Cambiano i riferimenti di legge, non le regole. Fino al 31 dicembre 2026 si applicano ancora il D.Lgs. 471/1997 e il D.Lgs. 472/1997; dal 1° gennaio 2027 vale il Testo unico, che li abroga. Ecco dove si trovano le regole che riguardano le fatture:
| Regola | Fino al 2026 | Dal 2027 |
|---|---|---|
| Fattura non emessa, in ritardo o irregolare | art. 6 D.Lgs. 471/1997 | art. 31, commi 1, 2 e 6, D.Lgs. 173/2024 |
| Cliente che non segnala la fattura mancante o irregolare | art. 6, comma 8, D.Lgs. 471/1997 | art. 31, comma 10, D.Lgs. 173/2024 |
| Versamento omesso o in ritardo (per esempio del bollo) | art. 13 D.Lgs. 471/1997 | art. 38 D.Lgs. 173/2024 |
| Ravvedimento operoso | art. 13 D.Lgs. 472/1997 | art. 14 D.Lgs. 173/2024 |
Quanto si paga per una fattura non emessa o in ritardo
Per le operazioni con IVA, chi non emette la fattura, la emette in ritardo o indica un'IVA più bassa del dovuto paga il 70% dell'IVA relativa, con un minimo di 300 euro (art. 31, commi 1 e 6). Se la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione dell'IVA, per esempio perché la fattura è arrivata in ritardo ma l'imposta è stata versata nel periodo giusto, la sanzione va da 250 a 2.000 euro.
Per le operazioni senza IVA (non imponibili, esenti, non soggette o in reverse charge) la sanzione è il 5% degli importi non documentati, sempre con il minimo di 300 euro; se la violazione non rileva nemmeno per il calcolo del reddito, va da 250 a 2.000 euro (art. 31, commi 2 e 6). È il caso che riguarda anche i forfettari, che emettono fatture senza IVA.
Se sulla stessa operazione si commettono più violazioni di documentazione e registrazione, la sanzione si applica una sola volta (art. 31, comma 7).
Attenzione alle fatture scartate: una fattura scartata dallo SDI si considera non emessa. Se non la correggi e non la ritrasmetti nei termini, rischi le stesse sanzioni di una fattura emessa in ritardo. Il significato dei codici di errore è spiegato nella pagina Codici di scarto SDI.
Cosa rischia il cliente
Chi compra nell'esercizio di un'impresa o di una professione e non riceve la fattura, o la riceve irregolare, deve segnalarlo all'Agenzia delle Entrate entro 90 giorni dal termine in cui la fattura doveva essere emessa, o da quando è arrivata quella irregolare. La segnalazione si fa con gli strumenti messi a disposizione dall'Agenzia: oggi si usa il documento TD20, trasmesso allo SDI. Se non lo fa, rischia il 70% dell'IVA, con un minimo di 250 euro (art. 31, comma 10).
Versamenti omessi o in ritardo
Per chi non versa un'imposta alla scadenza, per esempio il bollo sulle fatture elettroniche, la sanzione è il 25% dell'importo non versato. Si dimezza se il ritardo non supera 90 giorni, e per ritardi fino a 15 giorni scende ancora a un quindicesimo per ogni giorno di ritardo (art. 38, comma 1).
Il ravvedimento operoso dal 2027
Il ravvedimento passa all'art. 14 del Testo unico con le stesse riduzioni. Per le imposte gestite dall'Agenzia delle Entrate si può usare anche durante un controllo, finché non arriva un atto di liquidazione o di accertamento (art. 14, comma 2). La sanzione ridotta si paga insieme all'imposta dovuta e agli interessi al tasso legale. Le riduzioni principali:
| Quando ti ravvedi | Sanzione ridotta a |
|---|---|
| entro 30 giorni, solo per un pagamento mancato | un decimo del minimo |
| entro 90 giorni dalla violazione | un nono del minimo |
| entro il termine della dichiarazione dell'anno della violazione (o entro un anno) | un ottavo del minimo |
| dopo quel termine | un settimo del minimo |
| dopo aver ricevuto lo schema di atto dell'Agenzia, senza verbale di constatazione | un sesto del minimo |
| dopo un verbale di constatazione | un quinto del minimo |
Un esempio. Una fattura da 1.000 euro più IVA al 22% viene emessa in ritardo, ma l'IVA finisce comunque nella liquidazione giusta: la sanzione va da 250 a 2.000 euro. Con il ravvedimento entro 90 giorni si paga un nono del minimo, cioè 27,78 euro. Se invece l'IVA non era stata liquidata, il 70% di 220 euro (154 euro) è sotto il minimo di 300 euro: con il ravvedimento entro 90 giorni si pagano 33,33 euro di sanzione, più l'IVA e gli interessi.
Cosa fare adesso
In pratica non cambia niente nel modo di fatturare: restano gli stessi termini (12 giorni dall'operazione per la fattura immediata, il 15 del mese successivo per quella differita) e le stesse regole. Cambiano solo i riferimenti da citare in un ravvedimento, in una risposta all'Agenzia o in un contratto: dal 2027 si cita il D.Lgs. 173/2024.
Il modo più semplice per evitare le sanzioni resta emettere la fattura in tempo e senza errori, così da non essere scartata. Prima dell'invio Fatturah controlla partita IVA, codice fiscale, indirizzo e codice destinatario del cliente, e calcola da sola totali, IVA e bollo.