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Autofattura e reverse charge: TD16, TD17, TD18, TD19, TD20 | Fatturah.it

Hai ricevuto una fattura elettronica senza IVA da un fornitore tedesco, un subappaltatore edile o un'agenzia americana? Quel documento non è sbagliato: è in reverse charge. Sta a te integrare l'IVA mancante con un'autofattura elettronica, scegliendo il <TipoDocumento> giusto fra TD16, TD17, TD18, TD19 e TD20. Sbagliare codice equivale a non aver assolto l'IVA. In questa guida: quattro macro-casi, la tabella completa dei TD, esempi numerici e gli errori che generano contestazioni.

Cos'è il reverse charge (inversione contabile)

Il reverse charge — o inversione contabile — è un meccanismo IVA per cui l'obbligo di assolvere l'imposta si sposta dal venditore al compratore. Il fornitore emette fattura senza addebito di IVA; il cliente, soggetto passivo italiano, calcola l'imposta dovuta e la registra contestualmente a debito (registro vendite) e a credito (registro acquisti), con effetto neutro in cassa ma sostanziale sul piano formale.

L'origine è nella Direttiva 2006/112/CE (artt. 194-199-bis), recepita in Italia con l'art. 17 del DPR 633/72 e gli artt. 38-46 del DL 331/93 per gli scambi intracomunitari. La ratio è duplice: combattere le frodi IVA carosello in settori a rischio (rottami, oro, edilizia, elettronica) e semplificare gli scambi intra-UE.

Art. 17 c.5 DPR 633/72: "Il cessionario o committente assolve l'imposta in nome proprio, mediante il meccanismo dell'inversione contabile, integrando la fattura ricevuta con l'aliquota e l'imposta dovuta, ovvero emettendo autofattura."

Quando si applica: i 4 macro-casi

Non tutte le operazioni sono in reverse charge: la legge le elenca tassativamente. In pratica, ricorrono quattro grandi famiglie.

Caso A — Prestazioni edili in subappalto (art. 17 c.6 lett. a DPR 633/72)

Quando l'impresa principale di un cantiere riceve fattura da un subappaltatore (muratore, elettricista, idraulico, posatore, ditta di demolizioni), il subappaltatore non addebita IVA: emette fattura con dicitura "operazione soggetta al reverse charge ex art. 17 c.6 lett. a DPR 633/72". Vale anche per pulizia, demolizione, installazione impianti e completamento di edifici (art. 17 c.6 lett. a-ter).

Caso B — Settori specifici: rottami, oro, hardware (art. 74 c.7 DPR 633/72)

Cessioni di rottami ferrosi e non ferrosi, oro industriale, console, tablet, laptop e microprocessori (per operazioni oltre 5.000 EUR), gas ed energia elettrica al "soggetto passivo-rivenditore". Il fornitore italiano emette fattura senza IVA; il cliente integra con TD16.

Caso C — Servizi da fornitore UE o extra-UE (art. 17 c.2 DPR 633/72)

SaaS americano, consulenza da un avvocato francese, marketing da un'agenzia tedesca, hosting su server irlandesi: la regola generale dell'art. 7-ter DPR 633/72 fissa il luogo di prestazione dei servizi B2B in quello del committente. Il fornitore estero non addebita IVA italiana; tu integri con TD17.

Caso D — Acquisto beni intracomunitari (artt. 38-39 DL 331/93)

Laptop dalla Germania, vino dalla Francia, macchinari dalla Spagna. Il fornitore UE emette fattura con il proprio VIES senza IVA del proprio paese; tu integri con l'aliquota italiana via TD18 e dichiari l'operazione nel modello INTRA-2 bis.

Matrice TipoDocumento per autofatture e integrazioni

Lo SDI ha riservato una famiglia dedicata di codici <TipoDocumento>, ampliata dal 2021 per coprire ogni casistica del provvedimento AdE 89757/2018 e specifiche tecniche v1.7.1.

CodiceDescrizioneQuando usarlo
TD16Integrazione fattura reverse charge internoSubappalto edile, rottami, oro, hardware (art. 17 c.5-6 e 74 c.7)
TD17Integrazione/autofattura acquisto servizi esteroServizi da fornitori UE o extra-UE (art. 17 c.2)
TD18Integrazione acquisto beni intracomunitariBeni da fornitori UE (artt. 38-46 DL 331/93)
TD19Integrazione/autofattura acquisto beni ex art. 17 c.2Beni già presenti in Italia ceduti da soggetto estero senza stabile organizzazione
TD20Autofattura per regolarizzazione e integrazioneDenuncia di omessa o irregolare fatturazione del fornitore
TD21Autofattura per splafonamentoEsportatori abituali che superano il plafond IVA
TD22Estrazione beni da Deposito IVAEstrazione senza versamento (assolvimento con reverse charge)
TD23Estrazione beni da Deposito IVA con versamentoEstrazione con versamento dell'IVA tramite F24
TD27Fattura per autoconsumo o cessioni gratuite senza rivalsaRiepilogo annuale, alternativa all'autofattura mensile

I codici ricorrenti nella pratica sono TD16, TD17, TD18, TD19 e TD20; gli altri restano riservati a deposito IVA, splafonamento e riepiloghi annuali. La regola di base è chiedersi chi è il fornitore (italiano o estero), cosa hai comprato (bene o servizio) e, se estero, dov'era il bene al momento della cessione.

TD16 — Reverse charge interno (subappalto edile, rottami, oro, hardware)
Esempio. Impresa edile generale che riceve dal subappaltatore una fattura da 5.000 EUR con dicitura "operazione soggetta a reverse charge art. 17 c.6 lett. a DPR 633/72". Devi:
  1. Generare un TD16 con stesso imponibile (5.000 EUR);
  2. Applicare l'aliquota IVA che sarebbe dovuta in regime ordinario (10% ristrutturazione = 500 EUR; 22% costruzione nuova = 1.100 EUR);
  3. Indicare nel campo <CessionarioCommittente> la tua stessa partita IVA;
  4. Registrare il documento sia nel registro IVA acquisti (a credito) sia nel registro IVA vendite (a debito): effetto neutro se hai piena detrazione.
TD17 — Servizi UE o extra-UE
Esempio. Paghi un'agenzia tedesca 2.000 EUR per una campagna pubblicitaria. Ricevi fattura senza IVA con annotazione "Reverse charge — art. 196 Direttiva 2006/112/CE". Devi:
  1. TD17 con imponibile 2.000 EUR (convertito al cambio BCE se in valuta);
  2. Aliquota IVA italiana che si applicherebbe in Italia (22% = 440 EUR);
  3. Riferimento normativo: art. 7-ter DPR 633/72 (luogo di prestazione del committente);
  4. Per i servizi UE: modello INTRA-2 quater (servizi ricevuti).
Vale anche per fornitori extra-UE (USA, UK post-Brexit, Svizzera): codice sempre TD17.
TD18 — Beni intracomunitari (UE)
Esempio. Acquisto da grossista tedesco di materiali edili per 8.000 EUR. Fattura con entrambe le partite IVA (IT e DE) e annotazione "Innergemeinschaftliche Lieferung — steuerfrei". Emetti TD18 con imponibile 8.000 EUR e IVA italiana 22% (1.760 EUR), compili il modello INTRA-2 bis entro il giorno 25 del mese successivo. Riferimento: art. 38 DL 331/93. Attenzione: se il bene parte da un magazzino italiano del fornitore estero, il codice corretto è TD19, non TD18.
TD19 — Beni ex art. 17 c.2 (cedente estero, bene già in Italia)
Si usa quando il fornitore è estero privo di stabile organizzazione in Italia e il bene è già sul territorio italiano al momento della cessione (es. macchinario in conto-vendita italiano da fornitore svizzero). Confondere TD18 e TD19 genera contestazioni in sede di controllo INTRA.
TD20 — Autofattura denuncia (omessa o irregolare fatturazione)
Si usa quando il fornitore italiano non emette fattura entro 4 mesi dall'operazione, o ne emette una irregolare. L'acquirente, per non incorrere in sanzione (art. 6 c.8 DLgs 471/97), denuncia l'omissione emettendo TD20 e versando l'IVA via F24 entro 30 giorni dalla scadenza dei 4 mesi. Protegge dalla responsabilità solidale.

Tabella esempi numerici per settore

SettoreOperazioneImponibileCodice TDAliquotaIVA integrata
EdiliziaSubappalto ristrutturazione5.000,00 EURTD1610%500,00 EUR
EdiliziaSubappalto costruzione nuova15.000,00 EURTD1622%3.300,00 EUR
Servizi UEMarketing agenzia DE2.000,00 EURTD1722%440,00 EUR
Servizi extra-UESaaS USA annuale1.200,00 EURTD1722%264,00 EUR
Beni UEAcquisto materiali da DE8.000,00 EURTD1822%1.760,00 EUR
HardwareLotto 50 laptop (IT)30.000,00 EURTD1622%6.600,00 EUR
Beni in ItaliaMacchinario da fornitore CH12.000,00 EURTD1922%2.640,00 EUR

Tempistica e termini di emissione

Sbagliare il termine significa, nel peggiore dei casi, sanzione fissa fino a 1.000 EUR per omessa integrazione (art. 6 c.9-bis DLgs 471/97), o sanzione proporzionale fino al 90% dell'imposta se l'operazione è del tutto estranea al regime di reverse charge.

  • TD16, TD17, TD18, TD19: integrazione entro il 15 del mese successivo alla ricezione della fattura del fornitore (art. 47 DL 331/93 per gli intracomunitari; circ. AdE 14/E/2019 per il reverse charge interno). Competenza IVA: mese di ricezione.
  • TD20 (omessa fatturazione): emissione e versamento IVA via F24 entro 30 giorni dal termine dei 4 mesi di scadenza dell'obbligo di fatturazione del fornitore (art. 6 c.8 DLgs 471/97).
  • TD21 (splafonamento): emissione al momento del superamento del plafond, versamento IVA tramite F24 nella liquidazione del periodo.

Per gli intracomunitari, se la fattura del fornitore non perviene entro il secondo mese successivo all'effettuazione, va emessa autofattura entro il giorno 15 del terzo mese.

Errori comuni

  • Confondere TD17 e TD16. TD17 vale per fornitori esteri (servizi); TD16 per fornitori italiani in regime di reverse charge interno.
  • Dimenticare la doppia registrazione. L'autofattura va annotata sia nel registro IVA acquisti sia nel registro vendite. Saltare un passaggio configura omesso versamento.
  • Non emettere TD16 sul subappalto edile. Errore tipico: si registra la fattura "senza IVA" come una fattura comune. In sede di controllo viene contestata la mancata integrazione.
  • Aliquota estera invece di italiana. Se la consulenza tedesca avrebbe in Germania il 19%, in Italia integri al 22%: l'aliquota è sempre quella italiana.
  • Forfettari che non integrano. Anche chi è in regime forfettario deve emettere TD17/TD18 sugli acquisti esteri: l'IVA, non detraibile, diventa costo effettivo.
  • Trascurare gli INTRA. TD18 senza modello INTRA-2 bis è un'irregolarità INTRASTAT autonoma, sanzionata da 500 a 1.000 EUR per elenco omesso.

Validazione e scarto SDI

Le autofatture viaggiano sullo stesso binario delle fatture ordinarie. Errori frequenti che generano scarto: codice TD incoerente con il rapporto cedente/cessionario, aliquota mancante o pari a zero senza codice natura. Prima dell'invio controlla l'XML con il validatore XML. Per TD17/TD18/TD19 il <CodiceDestinatario> é sempre 0000000 (autofattura recapitata sul cassetto fiscale dell'emittente). Per correggere un'integrazione già trasmessa lo strumento è la nota di credito con codice TD08 (per TD16).

Software e gestione automatizzata

Compilare a mano un'autofattura significa duplicare l'anagrafica, calcolare cambio valuta, scegliere il codice TD corretto, applicare l'aliquota italiana e gestire la doppia registrazione. Su Fatturah.it generi TD16, TD17, TD18, TD19 e TD20 da una fattura passiva ricevuta con un click: il sistema integra l'IVA, applica l'aliquota corretta, gestisce la doppia registrazione e prepara il prospetto INTRA. Ideale per chi opera nell'edilizia, importa beni dall'UE o paga servizi esteri. Funziona anche per forfettari e per chi fattura alla PA. Provalo gratis →

Domande frequenti

Sono in regime forfettario: devo emettere autofattura sugli acquisti esteri?

Sì. Il forfettario non è soggetto IVA per le operazioni attive, ma per gli acquisti esteri di beni e servizi resta obbligato a emettere TD17 (servizi) o TD18 (beni intracomunitari) e a versare l'IVA tramite F24 entro il 16 del mese successivo. L'IVA, non potendo essere detratta, diventa un costo effettivo: tienine conto prima di acquistare SaaS o consulenze estere.

Posso emettere un'unica autofattura riepilogativa mensile?

Per gli acquisti intracomunitari di servizi (TD17) la circolare AdE 13/E/2018 ammette l'integrazione/autofattura riepilogativa mensile, purché emessa entro il 15 del mese successivo. Per il reverse charge interno (TD16) e per i beni UE (TD18) la prassi consigliata è un documento per ciascuna fattura ricevuta, per garantire la tracciabilità del riferimento alla fattura del fornitore.

Cosa cambia tra TD17 per fornitore UE e TD17 per fornitore extra-UE?

Il codice è lo stesso, ma cambiano due cose. Per i fornitori UE bisogna compilare il modello INTRA-2 quater (servizi ricevuti); per gli extra-UE no. Inoltre, per gli extra-UE alcuni servizi rientrano in deroghe specifiche dell'art. 7-quater (es. servizi su immobili, ristorazione): in quei casi il luogo di tassazione non segue l'art. 7-ter e l'IVA potrebbe non essere dovuta in Italia.

Devo numerare le autofatture nella stessa serie delle fatture attive?

No, e in genere è sconsigliato. La prassi diffusa è usare una serie dedicata (es. AF/2026/01, RC/2026/01) per separare le autofatture dalle fatture di vendita. La numerazione deve essere unica, progressiva e priva di salti all'interno della serie scelta. Lo SDI accetta entrambe le impostazioni.

Cosa succede se sbaglio il codice TD (es. TD17 invece di TD16)?

Lo SDI in alcuni casi accetta l'invio (la coerenza tra codice TD e tipologia operazione non è sempre validata automaticamente). L'errore emerge in sede di controllo formale: la sanzione per integrazione irregolare è da 250 a 10.000 EUR (art. 6 c.9-bis DLgs 471/97), riducibile con ravvedimento. Correggi emettendo nota di variazione e nuova autofattura con codice corretto, citando in causale la rettifica.

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