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CIG e CUP in fattura elettronica: guida pratica 2026

Stai per emettere una fattura PA e nell'ordine trovi due codici criptici: CIG e CUP. Sembrano simili — sono entrambi alfanumerici, entrambi obbligatori — ma identificano cose diverse. Sbagliarli o ometterli significa scarto SDI e pagamento bloccato. In questa guida vediamo cosa sono, dove trovarli, come inserirli in fattura e quali errori SDI evitare.

CIG e CUP: due codici diversi spesso confusi

Quick reference per chi ha fretta:

  • CIG = Codice Identificativo Gara. Identifica la gara di appalto pubblico (il singolo contratto di affidamento). Lo assegna ANAC.
  • CUP = Codice Unico di Progetto. Identifica un progetto di investimento pubblico (es. PNRR, fondi UE). Lo assegna il DIPE.

Possono coesistere: una stessa fattura può richiedere entrambi i codici, in particolare nei progetti finanziati da fondi pubblici e affidati con gara. La regola pratica: il CIG segue l'appalto, il CUP segue il progetto. Stesso progetto, più gare, più CIG ma sempre lo stesso CUP. Non sono sostituibili l'uno con l'altro: se l'ordine ne riporta uno solo, in fattura ne va uno solo; se l'ordine li riporta entrambi, in fattura vanno entrambi nei rispettivi tag XML.

CIG: Codice Identificativo Gara

In sintesi — CIG

  • Cosa identifica: una gara/appalto pubblico
  • Lunghezza: 10 caratteri alfanumerici (es. Z9B3A1C5DE)
  • Chi lo assegna: ANAC tramite BDNCP
  • Tag XML: <CodiceCIG> in <DatiOrdineAcquisto>

Cos'è e quando è obbligatorio

Il CIG è il codice univoco che identifica una gara di appalto pubblico. È obbligatorio per tutti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, indipendentemente dall'importo e dalla procedura (gara aperta, affidamento diretto, ordine MEPA). Anche un piccolo affidamento da 500 € a un libero professionista deve avere il suo CIG.

Riferimenti normativi: Legge 13 agosto 2010, n. 136 sulla tracciabilità dei flussi finanziari (norma fondante) — D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (vecchio Codice dei Contratti Pubblici) — D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 (nuovo Codice dei Contratti Pubblici, in vigore dal 1° luglio 2023).

Tracciabilità flussi finanziari

Il CIG nasce per evitare che i pagamenti pubblici finiscano in canali opachi: la Legge 136/2010 impone che ogni pagamento sia tracciabile, riferito a un appalto specifico, transitato su conto corrente dedicato. Senza CIG, la PA non può legittimamente liquidare il bonifico — la sanzione amministrativa va dal 5% al 20% del valore del contratto.

SmartCIG per affidamenti minori

Per importi inferiori a 40.000 € esiste lo SmartCIG: stessa funzione, procedura semplificata di richiesta da parte della stazione appaltante. Dal punto di vista del fornitore non cambia nulla: ricevi un codice di 10 caratteri da inserire in fattura.

Formato e dove trovarlo

Il CIG è composto da 10 caratteri alfanumerici (lettere maiuscole e cifre), tipicamente con la prima lettera che indica la procedura (es. Z per SmartCIG). Esempio: Z9B3A1C5DE. Lo assegna l'ANAC tramite la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP).

Tu, come fornitore, non lo richiedi: lo riceve la stazione appaltante e ha l'obbligo di comunicartelo nell'ordine, nel contratto o nella determina di affidamento. Se non lo trovi, scrivi all'ufficio acquisti dell'ente: chiederlo è doveroso, non opzionale.

Inserimento in fattura

Nel tracciato XML il CIG va dentro il blocco <DatiOrdineAcquisto> con il tag <CodiceCIG>:

<DatiOrdineAcquisto>
  <IdDocumento>ORD-2026-001</IdDocumento>
  <CodiceCIG>Z9B3A1C5DE</CodiceCIG>
</DatiOrdineAcquisto>

CUP: Codice Unico di Progetto

In sintesi — CUP

  • Cosa identifica: un progetto di investimento pubblico
  • Lunghezza: 15 caratteri alfanumerici (es. B45J19000260005)
  • Chi lo assegna: DIPE (Presidenza del Consiglio)
  • Tag XML: <CodiceCUP> in <DatiOrdineAcquisto>

Cos'è e quando è obbligatorio

Il CUP identifica un singolo investimento pubblico. Non identifica la gara, ma il progetto nel suo insieme: la costruzione di una scuola, una linea metro, una digitalizzazione PNRR. È obbligatorio per tutti gli investimenti finanziati con risorse pubbliche statali, regionali o europee, e per qualsiasi opera o intervento che rientri nei piani di investimento monitorati dal CIPESS.

Riferimenti normativi: Legge 17 maggio 1999, n. 144, art. 11 (istituzione del CUP) — Delibera CIPE 27 dicembre 2002, n. 143 e Delibera CIPE 29 settembre 2004, n. 24 (modalità operative e obbligo di indicazione in tutti gli atti del progetto).

Esempi tipici di progetti con CUP

  • Interventi finanziati dal PNRR (transizione digitale, ecologica, infrastrutture)
  • Opere finanziate da fondi strutturali UE (FESR, FSE+, Fondo di Coesione)
  • Lavori pubblici di Comuni, Regioni, Stato (scuole, strade, ospedali)
  • Programmi di ricerca finanziati con risorse pubbliche

Formato e dove trovarlo

Il CUP è composto da 15 caratteri alfanumerici con struttura semantica codificata (anno, settore, natura intervento, ente proponente). Esempio: B45J19000260005. Lo assegna il DIPE (Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica) della Presidenza del Consiglio, tramite il portale cupweb.gov.it. Anche qui, è la stazione appaltante che lo richiede e te lo comunica con l'ordine.

Inserimento in fattura

Stesso blocco XML del CIG, tag dedicato:

<DatiOrdineAcquisto>
  <CodiceCUP>B45J19000260005</CodiceCUP>
</DatiOrdineAcquisto>

Differenza chiave dal CIG

Il CUP segue il progetto dall'inizio alla fine, anche se il progetto coinvolge più appalti distinti. Il CIG, invece, è legato al singolo contratto: cambia gara, cambia CIG. Esempio: la realizzazione di una nuova scuola (un solo CUP) può essere appaltata in tre lotti separati (tre CIG diversi).

Possono coesistere?

Sì, frequentemente. Nei progetti complessi, una singola fattura può richiedere sia CIG sia CUP. Caso tipico: una fornitura nell'ambito di un progetto PNRR (CUP del progetto generale) affidata con gara a una specifica impresa (CIG di quella gara). In fattura inserisci entrambi i tag dentro lo stesso <DatiOrdineAcquisto>:

<DatiOrdineAcquisto>
  <CodiceCIG>Z9B3A1C5DE</CodiceCIG>
  <CodiceCUP>B45J19000260005</CodiceCUP>
</DatiOrdineAcquisto>

Regola operativa: copia esattamente i codici dall'ordine. Se l'ordine riporta solo CIG, metti solo CIG. Se riporta entrambi, metti entrambi. Mai inventare, mai dedurre, mai usare un CIG di un altro contratto "simile".

Tabella riassuntiva CIG vs CUP

Caratteristica CIG CUP
Cosa identifica Gara di appalto Investimento pubblico
Lunghezza 10 caratteri alfanumerici 15 caratteri alfanumerici
Chi assegna ANAC (BDNCP) DIPE (cupweb.gov.it)
Quando obbligatorio Tutti gli appalti pubblici Investimenti pubblici
Tag XML <CodiceCIG> <CodiceCUP>
Sezione XML <DatiOrdineAcquisto> <DatiOrdineAcquisto>
Conseguenza errore Scarto SDI 00432 Scarto SDI 00432
Sostituibili? NO NO

Errori SDI tipici legati a CIG/CUP

Il Sistema di Interscambio applica controlli formali sia sulla presenza del codice (quando l'ente è una PA) sia sulla correttezza sintattica. Gli scarti che vedrai più spesso:

Codice Significato Causa frequente
00432 Mancanza CIG/CUP obbligatori Tag <CodiceCIG> o <CodiceCUP> assenti quando richiesti dalla PA
00458 Codice CIG non riconosciuto CIG inesistente in BDNCP ANAC, errore di battitura, codice scaduto
00459 Codice CUP non riconosciuto CUP non presente nel sistema DIPE, errore di trascrizione
00471 Codice destinatario PA non valido Codice IPA errato (6 caratteri) o ufficio non più attivo

Soluzione comune: prima di rinviare, verifica i codici nei portali ufficiali (BDNCP per il CIG, cupweb.gov.it per il CUP), chiedi conferma all'ufficio della PA, ritrasmetti la fattura corretta. Lo scarto SDI non genera nota di credito: basta correggere e reinviare con stesso numero. Se vuoi essere sicuro prima dell'invio, passa l'XML in un validatore XML. Per la lista completa dei codici di errore, leggi la guida sullo scarto SDI.

Flusso operativo: dall'ordine al pagamento

Ecco il ciclo completo per visualizzare dove si inseriscono CIG e CUP:

[1] PA emette ordine/contratto (con CIG e/o CUP)
        |
        v
[2] Fornitore riceve ordine + codici
        |
        v
[3] Fornitore emette fattura FPA12 con
    <CodiceCIG> e/o <CodiceCUP>
        |
        v
[4] Trasmissione SDI → controlli formali
        |
        +-----[scarto 00432/00458/00459]---> correggi e ritrasmetti
        |
        v
[5] Consegna alla PA (Ricevuta di Consegna)
        |
        v
[6] Liquidazione bonifico (30 gg / 60 gg SSN)

Conseguenze dell'errore CIG/CUP per il pagamento

Sbagliare o omettere il CIG/CUP non è un dettaglio formale: blocca concretamente l'incasso.

  • Sospensione del pagamento: la PA non può liquidare la fattura finché non riceve un documento corretto. I termini di 30/60 giorni decorrono solo dalla consegna SDI di una fattura accettata.
  • Sanzione tracciabilità: in caso di omessa indicazione del CIG, la Legge 136/2010 prevede sanzioni amministrative dal 2% al 10% sul valore del contratto.
  • Rischio decreto ingiuntivo respinto: se la fattura non è mai stata accettata da SDI, la PA può eccepire formalmente l'inesistenza del titolo, indebolendo eventuali azioni di recupero.
  • Esposizione finanziaria: per piccole imprese e professionisti, anche 60 giorni di ritardo aggiuntivo per uno scarto evitabile possono generare problemi di liquidità seri.

Su Fatturah.it: CIG e CUP gestiti senza errori

Quando selezioni il cliente come Pubblica Amministrazione, Fatturah ti richiede CIG e/o CUP, valida il formato (10 e 15 caratteri alfanumerici), e li inserisce automaticamente nei tag XML <CodiceCIG> e <CodiceCUP> dentro <DatiOrdineAcquisto>. In caso di scarto SDI, ricevi un alert chiaro su quale codice correggere.

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Domande frequenti

Cosa fare se la PA non mi comunica il CIG?

Chiedilo formalmente all'ufficio acquisti via PEC: la stazione appaltante ha l'obbligo di indicarlo nell'ordine o nel contratto (Legge 136/2010). Senza CIG non puoi fatturare correttamente e nessuno dei due paga: meglio sollecitare subito che subire scarti SDI dopo.

Posso fatturare senza CIG?

No, se l'appalto è soggetto a CIG (cioè quasi sempre, verso la PA). La fattura verrà scartata con codice 00432. L'unica eccezione concreta sono spese economali minimali e fattispecie tassativamente escluse dal nuovo Codice (D.Lgs. 36/2023). In tutti gli altri casi: niente CIG, niente fattura valida.

Il CUP è sempre obbligatorio?

No. Il CUP serve solo se la fornitura è collegata a un investimento pubblico (opera, progetto PNRR, fondi UE). Una fornitura ordinaria a un Comune (es. cancelleria) può richiedere solo CIG. Se l'ordine non riporta il CUP, non devi inserirlo: aggiungerne uno inventato genera scarto 00459.

Come verificare se un CIG è valido?

Sul portale ANAC, sezione BDNCP, puoi cercare il CIG e vedere stazione appaltante, oggetto del contratto e importo. Se non risulta, controlla con la PA: probabilmente c'è un errore di trascrizione o il CIG si riferisce a un altro contratto.

Errore 00458: come correggere?

L'errore 00458 indica che il CIG inserito non è riconosciuto da ANAC. Verifica una lettera per volta confrontando con l'ordine (occhio a O/0 e I/1), controlla su BDNCP, in caso chiedi alla PA. Una volta ottenuto il codice corretto, rifai la fattura e ritrasmetti tramite SDI.

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